Il carnevale di
Acquedolci nacque nel 1966,
quando l'allora presidente della società
operaia, Nino Galati, futuro sindaco di
Acquedolci, invitò alcuni giovani,
universitari e non, ad organizzare dei
veglioni nei locali della stessa società.
(FOTO 1966)
Queste manifestazioni, riuscitissime quell'anno
e ripetute negli anni successivi, spinsero
nel 1969 alcuni degli stessi giovani, tra
cui Ugo Bonfiglio, Nuccio Rubino, Nino
Latteri, Nino Catania e l’indimenticabile
Luigi D’Angelo, a costruire in un garage i
primi due carri, di cui uno raffigurava
l'Apollo 11; a questi se ne aggiunse un
terzo realizzato dalla scuola alberghiera di
Acquedolci su iniziativa dello Chef Ins. Vincenzo Sciambarella. Questi carri, costruiti
ovviamente con tecniche rudimentali, hanno
dato origine alla prima sfilata del
carnevale acquedolcese.
Nel 1968 si è organizzato per la prima
volta, presso il cinema Aurora di Acquedolci,
il carnevale dei bambini con uno spettacolo
a loro dedicato e premiazione finale. Questa
manifestazione è stata ripetuta negli anni
successivi. (FOTO 1969, 1970)
Gli anni 70 trascorsero con un alternarsi di
sfilate e non, e sempre grazie soltanto alle
iniziative private, fino ad arrivare agli
anni 80, quando gli stessi giovani del 69,
riuscirono ad ottenere una maggiore
collaborazione e partecipazione sia da parte
dell’amministrazione comunale che degli
artigiani locali.
grazie al lavoro instancabile e ai sacrifici anche economici degli stessi artigiani, si raggiunse un buon livello nella realizzazione dei carri, sia dal punto di vista tecnico che artistico. I paesi vicini invitarono i carristi acquedolcesi a portare i carri allegorici nei loro centri, dove ricevettero elogi e riconoscimenti per il lavoro svolto.
Successivamente però, s’imposero di non
partecipare a manifestazioni fuori dai
confini del paese al fine di far crescere il
carnevale e cooperare allo sviluppo
turistico ed economico della città di
Acquedolci.
Inoltre i carristi, decisi a migliorare la
costruzione dei loro carri, sia come
grandezza che come meccanica e non essendo
più possibile realizzarli nei propri garage,
si videro costretti a costruire a loro spese
dei ricoveri precari e provvisori, chiedendo
in prestito degli spazi a privati cittadini
e affrontando vari e grandi disagi.
I risultati ottenuti spinsero gli artigiani ad un impegno sempre maggiore, tanto che la sfilata dei carri raggiunse dei livelli veramente apprezzabili, grazie sia all’appoggio dell’assessore avv. Gaetano Ciccia, che ha creduto nelle potenzialità del carnevale, per lo sviluppo turistico di Acquedolci, sia alla collaborazione nata con la Pro-loco, che si è occupata dell’organizzazione per qualche anno,apportando anche delle innovazioni significative.
Tuttavia nel marzo 1997 i carristi, decisero
di costituirsi in associazione, al fine di
poter dare vita ad una scuola di formazione
professionale, finalizzata all'apprendimento
delle tecniche di realizzazione dei carri
allegorici, maschere e costumi, e favorire
così lo sviluppo e la promozione del
carnevale acquedolcese.
Infatti in occasione del carnevale
successivo, quello del 1998 , la prima novità
apportata dall’associazione è stata
l’introduzione del trofeo “Episcopello” (dal
nome del re del carnevale durante il
medioevo) da assegnare al carro vincitore,
che, se vinto per tre volte dallo stesso
gruppo di artigiani, sarebbe rimasto
definitivamente in loro possesso. Sono state
anche coinvolte le scuole medie ed
elementari, che hanno realizzato con l’aiuto
dell’associazione carristi, anche un piccolo
carro che rappresentava un mappamondo,
avente come tema “la pace”. Il
coinvolgimento delle scuole ha suscitato la
curiosità dei mass-media, tant’è che Rai 3
ha realizzato un servizio giornalistico.
L’anno successivo, per interessamento
dell’assessore prof. Giuseppe Ridolfo, si è
ottenuto dalla Regione un contributo per un
corso finalizzato all’apprendimento delle
tecniche per la lavorazione della
cartapesta. Il carnevale del 1998 è stato
definito da qualche testata giornalistica il
più bel carnevale della provincia ed il
3° a livello regionale (vedi stralci).
Negli anni successivi al periodo in cui
l’associazione carristi si è occupata del
carnevale, l’organizzazione della
manifestazione è stata affidata per qualche
anno al club Ferrari e dopo ad altre
associazioni.
*Si ringraziano
tutte le persone che hanno
contribuito alla realizzazione
di questa ricostruzione con
ricordi, materiale cartaceo,
foto e video.