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  La storia di Acquedolci

 
 

 

S.Fratello : la frana del 1922Dalla preistoria alla frana :

I primi riscontri di antropizzazione nel nostro territorio appartengono all'era del paleolitico,e la loro scoperta risale a più di un secolo fa nel sito della grotta di San Teodoro che dista all'incirca 2 km dal centro abitato di Acquedolci e giace incastonata nelle pendici del Monte San Fratello.La nascita della grotta si è formata grazie ad una erosione carsica interna al monte.Nel suo interno, caduti attraverso delle crepe,quando ancora la grotta non era aperta verso l'esterno,furono ritrovati reperti di animali risalenti al pleistocene, tra cui resti di: ippopotami, elefanti nani e rinoceronti. Dopo molti migliaia di anni, la terra si innalzò e dove prima c'era il mare si formò una spianata ricca di acquitrini e l’uomo colonizzò il sito, ciò è dimostrato dai numerosi resti umani ritrovati nella medesima grotta. Finita l’età preistorica giungiamo all’epoca delle colonie greche in Sicilia: è in questo periodo che le storie di Acquedolci e di S. Fratello si fodono. Sono infatti di questo periodo i pochi miseri resti di un'abitato che sorgeva sul medesimo monte di S. Fratello e che molti studiosi dicono essere l’antica città di Apollonia, città_decumane spogliata da_Verre così come dice Cicerone nella V° delle verrine. E proprio Cicerone nella VII° delle verrine ci fa supporre l’esistenza di un porto dedito al commercio e alle milizie in quanto Apollonia, quale città decumane, doveva fornire delle navi per la difesa delle coste. Il porto (Carricatorio Aquarium Dulcium del XV° secolo) era situato nei pressi dell'antico castello lì dove sfociava la sorgiva "favara" .Infatti molti frammenti di anfore per il trasporto di alimenti sono stati ritrovati durante la ristrutturazione di P.zza Dante. Dei secoli successivi, fino al dominio bizantino non ci sono documenti, ma grazie alla distruzione di Apollonia fù edificata S. Fratello. La distruzione avvenne probabilmente nel VIII° sec. ad opera dei Saraceni, iniziando nell’ 827 la conquista araba della Sicilia durante la quale, essa fu suddivisa in Val Demone, Val di Noto e Val di Mazara. La Val Demone comprendeva quasi tutta l’area montuosa, tirrenica e S. Fratello, che divenne uno dei centri mercantili e militari più importanti. Agli Arabi si devono le piantagioni della canna da zucchero che ebbe Acquedolci divenendo uno dei centri di maggiore attività produttiva, oggi viene riportata quale simbolo sull'attuale stemma. Posero termine alla presenza musulmana in Sicilia, nel 1060, i normanni del Conte Ruggero, che strapparono l’Italia meridionale ai Greci e la Sicilia ai Saraceni, trasferendosi in località più sicure,militarmente,come Messina, Randazzo, Troina, S. Fratello. Nel 1408 il padrone indiscusso fù Ancelotto di Larcan i successori lo tennero fino al XVII sec. Prime tracce storiche del nucleo abitativo di Acquedolci risalgono al 1546 ad opera del Maurolico che annota nella sua descrizione: “ L’Acque Dolci Fondaco”, ed ancora Filoteo, qualche anno più tardi descrive l'abitato come una " bella torre con osteria".Una breve parentesi precedente è il diploma del 1178,da parte dell'arcivesovo Timoteo, “ Acque De Inde Cognomate Dulcium Taberna Porpitatoria”. Infatti sembra che il nucleo centrale di Acquedolci fosse formato da : un trappeto, macina per il frumento, caseggiati per la lavorazione della seta, una raffineria per lo zucchero (vista la produzione di canna da zucchero) , da una taverna e stazione per il cambio dei cavalli tutti costruiti nei pressi di un “carricatorium” , appellativo con cui veniva chiamato il borgo di Acquedolci al tempo “Marina delle Acque Dolci”. A difenderetali attività economiche e commerciali della, fu costruita una torre, facente poi parte delle torri di avvistamento, costruite da Carlo V nel XVI secolo per difendere le coste . Sul finire del 600 e primi inizi del 700 i Principi di Palagonia costruirono attorno alla torre un castello.A partire dal 1754 il territorio del limitrofo e montano centro di S. Fratello, fù colpito da numerose e disastrose frane, ne seguirono altre negli anni 1896 e nel 1905 fino a quella catastrofica del 1922 che costrinse molti sanfratellani rimasti senza casa a dovere svolgere lo sguardo verso posti più sicuri come Acquedolci.
 
 
 

 
 
 
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