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La storia di Acquedolci |
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preistoria alla frana :
I primi riscontri di
antropizzazione nel nostro
territorio appartengono all'era
del paleolitico,e la loro
scoperta risale a più di un
secolo fa nel sito della grotta
di San Teodoro che dista
all'incirca 2 km dal centro
abitato di Acquedolci e giace
incastonata nelle pendici del
Monte San Fratello.La nascita
della grotta si è formata grazie
ad una erosione carsica interna
al monte.Nel suo interno, caduti
attraverso delle crepe,quando
ancora la grotta non era aperta
verso l'esterno,furono ritrovati
reperti di animali risalenti al
pleistocene, tra cui resti di:
ippopotami, elefanti nani e
rinoceronti. Dopo molti migliaia
di anni, la terra si innalzò e
dove prima c'era il mare si
formò una spianata ricca di
acquitrini e l’uomo colonizzò il
sito, ciò è dimostrato dai
numerosi resti umani ritrovati
nella medesima grotta. Finita
l’età preistorica giungiamo
all’epoca delle colonie greche
in Sicilia: è in questo periodo
che le storie di Acquedolci e di
S. Fratello si fodono. Sono
infatti di questo periodo i
pochi miseri resti di un'abitato
che sorgeva sul medesimo monte
di S. Fratello e che molti
studiosi dicono essere l’antica
città di Apollonia,
città_decumane spogliata
da_Verre così come dice Cicerone
nella V° delle verrine. E
proprio Cicerone nella VII°
delle verrine ci fa supporre
l’esistenza di un porto dedito
al commercio e alle milizie in
quanto Apollonia, quale città
decumane, doveva fornire delle
navi per la difesa delle coste.
Il porto (Carricatorio Aquarium
Dulcium del XV° secolo) era
situato nei pressi dell'antico
castello lì dove sfociava la
sorgiva "favara" .Infatti molti
frammenti di anfore per il
trasporto di alimenti sono stati
ritrovati durante la
ristrutturazione di P.zza Dante.
Dei secoli successivi, fino al
dominio bizantino non ci sono
documenti, ma grazie alla
distruzione di Apollonia fù
edificata S. Fratello. La
distruzione avvenne
probabilmente nel VIII° sec. ad
opera dei Saraceni, iniziando
nell’ 827 la conquista araba
della Sicilia durante la quale,
essa fu suddivisa in Val Demone,
Val di Noto e Val di Mazara. La
Val Demone comprendeva quasi
tutta l’area montuosa, tirrenica
e S. Fratello, che divenne uno
dei centri mercantili e militari
più importanti. Agli Arabi si
devono le piantagioni della
canna da zucchero che ebbe
Acquedolci divenendo uno dei
centri di maggiore attività
produttiva, oggi viene riportata
quale simbolo sull'attuale
stemma. Posero termine alla
presenza musulmana in Sicilia,
nel 1060, i normanni del Conte
Ruggero, che strapparono
l’Italia meridionale ai Greci e
la Sicilia ai Saraceni,
trasferendosi in località più
sicure,militarmente,come
Messina, Randazzo, Troina, S.
Fratello. Nel 1408 il padrone
indiscusso fù Ancelotto di
Larcan i successori lo tennero
fino al XVII sec. Prime tracce
storiche del nucleo abitativo di
Acquedolci risalgono al 1546 ad
opera del Maurolico che annota
nella sua descrizione: “ L’Acque
Dolci Fondaco”, ed ancora
Filoteo, qualche anno più tardi
descrive l'abitato come una "
bella torre con osteria".Una
breve parentesi precedente è il
diploma del 1178,da parte dell'arcivesovo
Timoteo, “ Acque De Inde
Cognomate Dulcium Taberna
Porpitatoria”. Infatti sembra
che il nucleo centrale di
Acquedolci fosse formato da : un
trappeto, macina per il
frumento, caseggiati per la
lavorazione della seta, una
raffineria per lo zucchero
(vista la produzione di canna da
zucchero) , da una taverna e
stazione per il cambio dei
cavalli tutti costruiti nei
pressi di un “carricatorium” ,
appellativo con cui veniva
chiamato il borgo di Acquedolci
al tempo “Marina delle Acque
Dolci”. A difenderetali attività
economiche e commerciali della,
fu costruita una torre, facente
poi parte delle torri di
avvistamento, costruite da Carlo
V nel XVI secolo per difendere
le coste . Sul finire del 600 e
primi inizi del 700 i Principi
di Palagonia costruirono attorno
alla torre un castello.A partire
dal 1754 il territorio del
limitrofo e montano centro di S.
Fratello, fù colpito da numerose
e disastrose frane, ne seguirono
altre negli anni 1896 e nel 1905
fino a quella catastrofica del
1922 che costrinse molti
sanfratellani rimasti senza casa
a dovere svolgere lo sguardo
verso posti più sicuri come
Acquedolci. |
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