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18/05/2010 SUCCESSO DELLA SECONDA ESTEMPORANEA "SAN GIUSEPPE"La seconda estemporanea organizzata dal Pio Sodalizio San Giuseppe, avente quest'anno come tema "Arti e mestieri di Acquedolci", ha chiuso i battenti con successo. Quindici gli artisti in gara. La giuria, composta dai signori: Prof. Nuccio Lo Castro, Geom. Antonello Pettignano, Ins. Salvatore Protopapa, Arch. Salvatore di Lapi e Arch. Claudia Torcivia hanno assegnato i premi previsti dal concorso ai seguenti artisti:
I premio ex aequo ad Antonino Manasseri da San Fratello, per l'opera raffigurante un vecchio cestaio con bambino, con la seguente motivazione: “Per la perfetta aderenza al tema, l'equilibrio compositivo, la corretta esecuzione tecnica e l'immediatezza del messaggio che essa trasmette, ovvero la necessità che i saperi, le abilità e tecniche tradizionali debbano essere trasmessi e conosciute anche dalle nuove generazioni”; e a Benedetto Ventura per l'opera denominata “Il mandriano”, con la seguente motivazione: “Per l'aderenza al tema anche per il richiamo alla specificità del luogo, la tecnica matura, l'equilibrio cromatico e la sapiente prospettiva aerea.”
Terzo premio è stato assegnato ad Andrea Scaffidi per l'opera raffigurante “la battitura del ferro”, con la seguente motivazione: “Per il taglio compositivo, il richiamo ad un'attività artigiana ancora viva, la tecnica veloce e disinvolta, il forte realismo e l'appropriata scelta del chiaroscuro che si relaziona alla tipologia e al luogo di lavoro”.
Quest'anno il comitato organizzatore dell'estemporanea ha istituito ed assegnato un premio speciale in memoria di Tommaso Ganci, insigne cittadino acquedolcese, recentemente scomparso, già membro della commissione giudicatrice nella scorsa edizione.
Vincitore di tale premio è stato Salvatore Morello per l'opera raffigurante un momento della tradizionale panificazione domestica, con la seguente motivazione: “Per la spontaneità compositiva, l'essenzialità del disegno, l'irreale prospettiva che rendono l'iimagine di segno naif e pertanto esprimono quasi una dimensione metafisica e dunque poetica, elemento che ha suggerito di legare l'opera alla figura di Tommaso Ganci, che proprio attraverso la poesia ha espresso sentimenti particolari e al contempo universalmente condivisi.”
Giuseppe Scaffidi |